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Galan e Chingotto in coro: “La nostra partita perfetta”

I due campioni commentano il trionfo a Genova. “Non ricordo – dice Galan – una mia partita con così pochi errori. Numero uno? Meglio pensare match dopo match”. Chingotto lo esalta: “Avere accanto un giocatore come lui aiuta anche me a crescere ogni giorno. La sua voglia di migliorare è contagiosa”

07 luglio 2024

Quando Ale Galan ha deciso di separarsi da Juan Lebron era sicuramente determinato, ma c’è da scommettere che avesse comunque qualche dubbio sulle proprie chance di rimanere sulla cresta dell’onda dopo anni di trionfi. Invece, potrebbe aver fatto la scelta migliore della sua carriera, perché con Federico Chingotto ha raggiunto otto finali in altrettanti tornei e ne ha vinte cinque, ultima quella del Genova Premier Padel P2. “È stata una partita perfetta – ha detto il madrileno in conferenza stampa –, e nella mia carriera non ne ricordo una con così pochi errori. A maggior ragione contro la coppia da battere. Sarà dovuto a un mix fra fortuna e concentrazione, ma ha funzionato tutto alla perfezione. Sono molto felice: abbiamo preparato la partita nel miglior modo possibile ed è andata alla grande”.

Nonostante tutto, però, Galan preferisce continuare a sfuggire dalle domande su un potenziale ritorno al numero 1 del mondo. “Quello – dice – è un obiettivo a lungo termine, non è ciò a cui pensiamo in questo momento. Preferiamo concentrarci su ogni singola partita che dobbiamo disputare, anche perché davanti a noi c’è una coppia che sbaglia davvero raramente. In questa stagione non hanno perso contro altra coppia al di fuori di noi, e questo ci ricorda che dobbiamo lavorare duramente in ogni singolo torneo. Ora ci godiamo questo successo, ma a breve sarà già il momento di pensare al prossimo, a Malaga”.

Estremamente soddisfatto anche Federico Chingotto, che rispetto al compagno analizza meno le situazioni e parla col cuore. “Al mio fianco – ha detto l’argentino – ho un fuoriserie, un vero numero uno, un giocatore che vuole sempre di più. E un ragazzo fantastico. Di lui mi sorprendono la resilienza e la voglia di migliorarsi sempre. Avere una persona simile al mio fianco è contagioso, spinge anche me a voler fare sempre di più. Lo stesso vale per il nostro coach, Jorge Martinez. Anche dopo le vittorie non c’è un singolo giorno nel quale non ci sia stato un confronto fra noi, su cosa migliorare. Questo è uno dei motivi per i quali la coppia è così solida. Non si nasce campioni, ma lo si diventa piano piano”. Nel suo caso ancora di più: per anni ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato, ma ora si sta riprendendo tutto. Con gli interessi.

La festa di Galan/Chingotto e Araujo/Ortega: le foto della premiazione

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